CIMICE DEI LETTI

BIOLOGIA/ METODI DI LOTTA:

I cimicidi sono eterotteri atteri nei quali l'assenza delle ali costituisce un carattere evolutivo dovuto all'adattamento ad un particolarissimo sistema di vita: questi insetti sono ematofagi, si nutrono di sangue, a spese di mammiferi e uccelli. Contrariamente a molti parassiti, non vivono sulle loro vittime ma nelle vicinanze, ed escono dal nascondiglio di notte, per pungerle.

La specie più nota è la famigerata cimice comune o cimice dei letti (cimex lectularius), che misura da sei a otto millimetri di lunghezza; la femmina è più grossa del maschio. Le emielitre sono ridotte a due squamette ovali. Il corpo, straordinariamente appiattito, è di colore bruno-rossastro.

La testa è larga, il rostro corto e gli occhi composti sono piccoli; non hanno occhi semplici. Una ghiandola, posta sulla faccia ventrale del terzo segmento toracico, secerne una sostanza oleosa dal caratteristico odore nauseabondo, noto a tutti, almeno di fama.

Le uova bianche, pressochè ellittiche e provviste di un piccolo opercolo ad una delle estremità, vengono deposte in numero variabile da quaranta a cento, nelle fessure più nascoste delle camere da letto, in particolare nel legno del letto, ma anche nelle moquettes, dietro le tapezzerie, eccetera. In condizioni favorevoli il loro ciclo completo di sviluppo dura da sette a otto settimane, e nel corso di un anno possono succedersi parecchie generazioni.

Giudate dal calore e dall'odore che emana dal corpo umano, le cimici escono, durante la notte, dai loro nascondigli e aggrediscono le persone addormentate per succhiarne il sangue. Nonostante la straordinaria voracità che li contraddistingue, questi insetti possono restare a digiuno per molto tempo. Sperimentalmente, alcuni individui sono stati mantenuti in vita per ventiquattro mesi senza nutrimento.

Quando non è loro possibile alimentarsi sui corpi umani, si rivolgono a cani, gatti, roditori oppure al pollame. La grande fecondità e la facilità con cui possono essere inavvertitamente trasportati da un luogo ad un altro, hanno contribuito alla diffusione di questi insetti in tutto il mondo, anche oltre i duemila metri di altezza. Solo le temperature molto elevate o bassissime uccidono gli adulti e impediscono lo sviluppo delle larve.

Un tempo si credeva che le cimici potessero diffondere  malattie da virus; ora è dimostrato che, anche se sono in grado di ospitare germi patogeni, solitamente non li trasmettono. Tuttavia, pur non essendo molto pericolose, si rivelano moleste, dato che la puntura del loro rostro, accompagnata da inoculazione di saliva narcotizzante, anche se in un primo momento non è percepibile, in seguito provoca un prurito che può durare parecchie settimane.

La potenza dei moderni insetticidi e le migliorate condizioni igieniche, nelle città come nelle campagne, hanno considerevolmente ridotto la proliferazione di questi emitteri. Però è sempre difficile sbarazzarsene a causa dell'abilità con cui si nascondono nelle più piccole fessure e alla grande resistenza del guscio che ne protegge le uova.