RAGNI  

BIOLOGIA/ METODI DI LOTTA:

Quando si parla di ragni è facile suscitare nell'interlocutore una reazione di disappunto o peggio di repulsione e paura allo stesso tempo. Poche sono infatti le persone che istintivamente non provino come primo desiderio quello di uccidere il ragno o quanto meno di allontanarlo il più possibile da se. E' questo un comportamento che si ripropone in  tutti quei casi in cui la pericolosità, presunta o reale, di un animale può incontrare la nostra sfera privata. Il lupo, i carnivori in genere, i serpenti, i ratti, gli scorpioni, le vespe e un pò tutti gli insetti, rappresentano molto bene nel senso comune la pericolosità del mondo animale e in certe culture possono simboleggiare addirittura il "male» .Così come avviene con i funghi, la presenza di alcuni gruppi certamente pericolosi per la loro tossicità, scatena una sorta di avversione e di timore panico per tutto ciò che è ad essi riconducibile e che può essere definito come una risposta dettata dalla prudenza atavica. Tutto ciò che evoca paura, pericolo, viene allontanato, rimosso, quasi come fosse un incubo. In tal modo però la non conoscenza dell'oggetto del nostro timore lascia un ampio margine alle dicerie, alla casistica che attinge avidamente alla tradizione popolare talvolta morbosa, con il risultato che i timori vengono nutriti e finiscono per consolidarsi. La conoscenza vera dell'oggetto della paura è come sempre uno stadio necessario nella conquista della padronanza di sè e funge spesso da «esorcismo» . Non è raro infatti che una volta conosciuti nella loro realtà ragni e scorpioni, si finisca per tollerarli o addirittura trovarli interessanti a tal punto da tenerli vivi in terrari. A questo proposito è noto a tutti che serpenti, scorpioni e grossi ragni tropicali come le migali, sono mantenuti in cattività ed allevati da un numero sempre crescente di appassionati. Una conoscenza accurata o addirittura completa però è spesso alla portata dei soli specialisti del settore, d'altronde, come ben sanno i raccoglitori di funghi, non c'è bisogno di conoscere tutte le specie per mangiarne poi solo alcune, è importante invece conoscere molto bene solo quelle utili e quelle più velenose, al fine di evitare pericolose confusioni. Così per avere un approccio più sereno con i ragni sarà bene imparare a  conoscere i più velenosi, per evitarli e per non incorrere nella tendenza irrazionale di sopravvalutarne la pericolosità.

Cenni di organizzazione

I ragni appartengono al phylum degli Artropodi, subphy:lum Chelicerati, classe degli Aracnidi e ali ordine degli Araneidi. Hanno il corpo diviso indue regioni: il prosoma o cefalotorace e l'opistosoma o addome. Il prosoma porta i cheliceri, i pedipalpi ele quattro paia di zampe, l'opistosoma si presenta quasi sempre globoso. I cheliceri rappresentano la struttura atta a pungere ed inoculare il veleno nella vittima.I pedipalpi sono utilizzati come organi sensitivi e nel maschio anche come organi copulatori. La bocca è adatta alla suzione e si apre alla basedei pedipalpi.Dal punto di vista sistematico i ragni sono suddivisi in più di quaranta famiglie, comprendenti circa 1400specie presenti nel territorio italiano. Di queste, moltissime sono assolutamente inoffensive, poche possonopungere provocando solo modestereazioni locali paragonabili alla puntura di un ape e pochissime risultanopericolose potendo causare statitossici di carattere generale.

Latrodectus tredecimguttatus (Fam. Therididae)

La più pericolosa in assoluto tra lespecie d, ragni italiani è indubbiamente la cosidetta «malmignatta» o «ragno volterrano», scientificamentenota come Latrodectus tredecimguttatus. Per alcuni arcnologi la malmignatta è da corlsiderare una sottospecie europea della vedova nera americana, nota come Latrodectusmactans e caratterizzata tra l'altroanche da una livrea completamente nera. La sua colorazione è particolarmente vistosa: nero-lucido con tredicimacchie rosso-chiaro sull'opistosoma lungo circa 8 mm; in alcuni casile macchie rosse possono esser ridotte o addirittura assenti. Il prosoma completamente nero è piuttostopiccolo; le zampe del primo del quarto paio sono nettamente più  lunghe di quelle del secondo e del terzo paio, misurando le prime e lequarte circa 2 cm e le seconde e le terze rispettivamente 1 ,5 e 1 cm.La malmignatta è data come presente un pò in tutta Italia. Nidifica sul terreno,al riparo di pietre e sterpaglle. La tela è irregolare e formata da pochi fili robusti. Il ragno preda insetti anche di grosse  dimensioni e dotati di tegumenti robusti, come scarabei, vespe, cavallette, ecc.  Si può essere morsiprincipalmente nel caso in cui ci si appoggi al terreno o si raccolgono pietre o sterpaglie nei luoghi infestati; non a caso le categorie di persone più frequentemente punte da questo ragno sono gli agricoltori.

Sulla velenosità della malmignatta si è detto molto, sicuramente è il più tossico di quelli presenti in Italia; la sua puntura provoca infatti effetti generali  riconducibili ad uno stato diangoscia che  insorge qualche oradopo, compaiono dolori diffusi, intensa agitazione: psico-motoria, debolezza  agli arti inferiori e talvolta incapacità di sorreggersi sudorazione intensa. Nei due, tre giorni successivi questa sintomatologia tende ad attenuarsi e scomparire, ma persiste uno statodi che può protrarsi anche per più giorni o addirittura peralcune settimane. Alla luce dei casi minuziosamenteosservati e descritti dal punto di vista medico, si può affermare che glieventi di mortalità  riportati dalle cronache dei quotidiani sono obiettivamente poco credibili o tutt'al più riferibili  solo a bambini o a persone particolarmente debilitate e comunque limitati a casi rarissimi.

Chiracanthium punctorium (Fam. Clubionidae)

Questa specie viene ritenuta per pericolosità seconda solo alla malmignatta. Si riconosce per la sua colorazione prevalentemente giallastra,con una fascia longitudinale più scura sul dorso dell'opistosoma; il prosoma, le zampe e i cheliceri sonobruno-rossicci. Il corpo (prosoma +opistosoma) misura al massimo 1,5centimetri di lunghezza nella femmina, mentre nel sesso maschile due,tre millimetri in meno. L'aspetto èparticolarmente minaccioso, per lapresenza di cheliceri sviluppati ed evidenti, divaricati in atteggiamentoterrifico al minimo accenno di disturbo. La sua distribuzione è sensibilmente diversa da quella della malmignatta, essendo legata aluoghi più freschi, come prati erbosidi ambienti a clima continentale.

Diviene particolarmente evidente nelperiodo estivo-autunnale, quandoraggiunto il pieno sviluppo, forma unnido particolarmente voluminoso evistoso unendo lembi fogliari con il secreto delle filiere. In Settembre lafemmina depone il suo bozzolo diuova chiusa all'interno del nido. C.punctorium è presente in orti e giardini per cui non è difficile incontrarlotra fiori recisi o insalate e verdure da pulire. La puntura  si evidenzia immediatamente per il dolore acuto, dapprima localizzato e successivamentepiù distribuito, comparsa di eritema,rigonfiamento e successiva necrosilocale, talvolta febbre. Se la punturainteressa un arto, si può avere anche difficoltà di movimento. Dal secondo-terzo giorno in poi la sintomatologia si attenua e scompare.

Lycosa tarentula (Fam. Lycosidae)

È sicuramente il ragno più grosso tra quelli italiani raggiungendo i 2-3 centimetri di lunghezza del corpo.Il corpo massiccio è di colore grigiocon bande più scure, nere sull'opistosoma. A zampe distese la femmina, che ha dimensioni maggiori rispetto al maschio, misura 8-9 centimetri di lunghezza.Il nome popolare di questo ragno assai conosciuto è tarantola, che ètermine usato per designare anche ilgeco ( Tarentola mauretanica, unRettile Geconide) ritenuto a torto anch'esso velenoso dalle credenze popolari. Il veleno della tarantola ha invece effetti prevalentemente locali, conqualche raro esito di lieve necrosi. Gli effetti generali, se presenti, ricordano quelli della malmignatta, ma si esauriscono in due-tre giorni.

Specie comuni

Numerose sono le specie di, ragniprivi di interesse medico, per l'estrema esiguità degli effetti del loro morso che si incontrano in casa e fuori. Araneus diadematus, Argiope bruennichii, Pholcus phalangioides, Tegenaria domestica, Tegenaria parietina, Philaeus chrysops, sono soloalcuni dei più frequenti. Il loro aspetto vistoso, unitamente alle dimensioni talvolta cospicue, ne rende l'oswservazione particolarmente facile. Come già accennato, la loro presenza negli ambienti frequentati dall'uomo va considerata assolutamente normale, nulla da temere quindi per un ragno nel proprio giardino o in cantina; se ritenuto necessario lo si può sempre allontanare, naturalmente ... evitando di prenderlo con le dita...