TERMITI

Termitaio

Nome scientifico:                              

Kalotermes flavicollis    

Reticulitermes lucifugus  

BIOLOGIA/ METODI DI LOTTA:

Le termiti nel mondo rappresentano gli infestanti più pericolosi delle strutture lignee nell’ambiente agricolo ed urbano. Pertanto la loro importanza economica come infestanti strutturali ha portato alla consapevolezza, nei paesi più a rischio, della necessità di una conoscenza scientifica della loro biologia, al fine di instaurare un controllo mirato ed efficace. Appartenenti all’ordine degli Isotteri (ali uguali), le termiti, da un punto di vista evolutivo, sono molto vicine alle blatte, nonostante possano assomigliare, ad un esame superficiale, a delle “formiche bianche”.

Generalmente questi piccoli insetti sociali sono considerati tipici delle zone tropicali ed in grado di formare colonie molto estese, con enormi regine che depongono centinaia di uova al giorno per oltre 25 anni all’interno di termitai alti fino a 6 metri. In realtà diverse specie, che si sono adattate con successo alle regioni temperate, non evidenziano questa spettacolarità ma danno origine egualmente e società estremamente complesse. La caratteristica di una colonia “polimorfica” è quella di essere costituita da percentuali diverse di individui specializzati come riproduttori, operai, soldati e forme giovanili.

Le termiti sono gli insetti sociali che hanno avuto il maggior successo nell’ambiente terrestre poiché, oltre a essere in grado di sopravvivere per lungo tempo, possiedono la capacità di digerire la cellulosa, uno dei componenti più abbondanti sulla terra. Si alimentano così di legno, vivo o morto, dei tessuti legnosi della vegetazione e, soprattutto nelle zone tropicali, possono attaccare anche raccolti e frutta. Nell’ambiente urbano danneggiano edifici, cuoio, libri. L’aggregazione del legno con alcune specie di funghi esercita una forte attrattiva per questi insetti (produzione di sostanze vitali per lo sviluppo) e può ridurre il livello di materiale tossico contenuto nel legno. Infatti quasi 200 differenti specie di legno possono essere resistenti alle termiti poiché producono una notevole varietà di comportamenti naturali nocive per il comportamento e la sopravvivenza degli individui. Queste sostanze chimiche anti-termite, conosciute come componenti secondarie, sono generalmente associate con la porzione centrale (duramen) sia dei legni teneri (pino, abete, larice) che duri (quercia, mogano, tek).

Struttura di una colonia

Una colonia è costituita da forme sessuate alate e non, operai sterili, soldati e individui immaturi. I reali tipici sono una coppia di adulti normali ed alati (re e regina) che formano una colonia dopo la sciamatura dal vecchio nido. Questo fenomeno, cioè la fuoriuscita in massa di giovani sessuali alati, è molto importante nel ciclo biologico delle varie specie, e può avvenire una o più volte nel corso dell’anno, in coincidenza di particolari condizioni ambientali. Dopo il volo prenunziale, il maschio e la femmina scendono a terra, scelgono un luogo adatto nel terreno e si strappano le ali. Si accoppiano, e quindi costruiscono il primo abbozzo del nido. Nel primo anno la regina depone un numero limitato di uova, una parte delle quali viene utilizzata per il suo nutrimento. Nascono così i primi operai e, nel tempo, con le successive ovodeposizioni, la società aumenta di numero e si completa con la comparsa delle altre caste sterili. Solo nelle termiti superiori esiste un’unica coppia riproduttiva; in genere sono presenti più coppie di reali, che comprendono anche i riproduttori di tipo secondario. Fra questi, i riproduttori di sostituzione, di aspetto simile ad operai, rimangono allo stadio giovanile (neotenici) e, come dice il nome, si sostituiscono alla coppia primaria in caso di morte o in assenza della medesima. Quando invece la colonia si espande in varie direzioni, si formano delle società periferiche con i loro riproduttori di complemento. Gli operai sono individui sterili a causa del precoce arresto dello sviluppo degli organi sessuali. La loro funzione rimane quella di provvedere alle necessità della colonia. In diverse specie sono caratterizzati da 2-3 categorie di individui differenti per dimensione. In alcune famiglie gli operai mancano per cui i lavori vengono svolti dalle forme giovanili (neanidi e ninfe). Tali compiti riguardano:

la costruzione, riparazione e pulizia del nido

l’allevamento della prole

la ricerca e il procacciamento del cibo (cellulosa o funghi coltivati in alcune gallerie)

la nutrizione dei reali e dei soldati che, incapaci di nutrirsi, devono essere imboccati.

I soldati, dotati di potenti mandibole, hanno funzione di difesa. Usano la testa per chiudere i fori oppure la battono contro le pareti nel nido come segnale di allarme, inoltre invischiano le formiche con il segreto di alcune ghiandole frontali. Il loro numero rimane costante per ciascuna colonia e compaiono solo quando gli operai ha raggiunto un certo quantitativo.

In una colonia il mantenimento dell’equilibrio è affidato ad una complessa serie di feromoni sociali, il più potente dei quali è quello inibitore emesso dai riproduttori e capace di mantenere sterili le caste dei soldati e degli operai. Tuttavia anche questi individui producono feromoni stimolanti che circolano nella colonia mediante la cosiddetta trofallassi, curioso modo di scambiarsi il cibo per rigurgito boccale o prelievo anale. In questo modo le termiti si trasmettono anche i microrganismi (batteri e protozoi) necessari per la digestione della cellulosa o utilizzati come alimento proteico per sopperire alla carenza di proteine del legno (protozoi). Per questa ragione gli insetti si nutrono anche dei compagni morti.

Adattamento all’ambiente urbano

Un numero relativamente piccolo di specie di termiti si è adattato alle diverse condizioni che caratterizzano l’ambiente urbano ed agricolo. Infatti, sebbene in alcune regioni la fauna indigena di termiti possa comprendere centinaia di specie, solo poche si sono adattate ad utilizzare il legno in opera come cibo infestandolo. Ad esempio in Australia esistono più di 350 specie di termiti ma solo alcune sono responsabili della maggior parte dei danni economici. Negli Stati Uniti invece, su circa 45 specie, solo 2 rappresentano gli insetti del legno più comuni e pericolosi. In genere meno del 10% delle oltre 2400 specie di termiti sono considerate come infestanti.

Il successo di queste specie nell’adattarsi in ambienti non naturali, probabilmente è dovuto alla loro abilità nel saper sfruttare i diversi parametri ambientali che sono disponibili nell’habitat urbano e sub urbano quali: struttura del suolo, umidità del terreno e quantità limitata di legno degradato dai funghi.

Le specie sotterranee attaccano solitamente il legno in contatto con il suolo oppure quello che contiene una percentuale relativamente alta di umidità, anche se non si trovano a diretto contatto con il terreno (termiti del legno umido). I nidi di questi insetti, molto estesi e con gallerie lunghe fino a 100 mt, possono cambiare costantemente forma e dimensione in risposta alle variazioni ambientali; spesso le attività umane come fenomeni di scavo, opere di costruzioni, trattamenti insetticidi disturbano la colonia che si ridistribuisce in aree più tranquille. Le infestazioni strutturali avvengono quando una casa o altri edifici sono inclusi nel territorio di una o più colonie. Gli insetti operai, estendendo le gallerie in cerca di cibo ed entrando in contatto con le fondamenta, con aperture nella struttura stessa, individuano un passaggio dal terreno al materiale prossimo alla superficie contenente cellulosa. Spesso piccole fessure danno l’opportunità alle termiti di costruire tubi di terra che si espandono dal terreno al legno aggredito. Questi “cannelli” terrosi possono essere fabbricati anche all’esterno del blocco delle fondamenta, dal suolo al legno sovrastante, oppure all’interno di strutture cave. L’utilizzo di lastre di metallo, posizionate fra il bordo superiore delle fondamenta e il primo strato legnoso, risulta inefficace nel prevenire le infestazioni, poiché gli operai estendendo i loro tubi deviandoli oltre il materiale metallico. Le termiti, penetrando nel legno, rinforzeranno poi le gallerie e le cavità alimentari con il terreno circostante contribuendo altresì a mantenere una ottimale percentuale di umidità nell’ambiente. Le termiti del legno secco attaccano un edificio in punti ben al di sopra della superficie del suolo. Le abitudini di nidificare di queste specie permettono loro di colonizzare il legno nell’ambiente urbano a diversi livelli, e non è insolito scoprire colonie ai piani alti di edifici commerciali. Dopo il volo nuziale, il maschio e la femmina cercano un punto per inserirsi nel legno. I siti selezionati si trovano spesso sotto i cornicioni, su sporgenze e giunture delle travi del tetto, nelle soffitte esposte. Talvolta vengono attaccati i telai delle finestre e delle porte. Le infestazioni possono rimanere invisibili per lungo tempo in quanto non esistono tubi terrosi esterni e le colonie sono di piccole dimensioni. Il materiale attaccato può presentare sulla superficie protuberanze, segni di fragilità strutturale, piccoli ammassi di pallottole fecali specialmente quando la colonia si è stabilita da parecchi anni. Spesso gli insetti colpiscono gli arredi in legno e, di conseguenza, possono essere trasportati con questi oggetti in nuovi ambienti dove possono espandersi poi nel legno strutturale.

La situazione in Italia

In Italia sono presenti due specie mediterranee entrambe di interesse economico: la termite dal collo giallo, Kalotermes flavicollis e la termite nera, Retuculitermes lucifugus. Di quest’ultima in Europa e quindi in Italia, sarebbe presente un certo numero di specie, indistinguibili per i caratti morfologici esterni ma simili nelle abitudini di vita. Nel dopoguerra la pericolosità di questi piccoli insetti aveva portato all’istituzione di una “Commissione interministeriale per la lotta antitermica”, dotata di finanziamenti, che aveva il compito di individuare i siti infestati e di programmare la lotta specifica. Nel 1961 tale commissione ha pubblicato i risultati degli argomenti studiati durante questo periodo (1952-1960): dopo tale data il problema termiti in Italia ha preso importanza, anche se le infestazioni reali a strutture lignee, edifici antichi, biblioteche spesso producono danni irreparabili.

Le termite dal collo giallo, Kalotermes flavicollis

Questa specie presenta le forme riproduttive alate di colore scuro, lunghe 10-12 mm, e con il pronoto giallo castano. I soldati, più chiari, grigiastri, raggiungono invece la lunghezza di 7mm, di cui la metà spetta al grosso capo. Possono essere disnti dall’altra specie italiana, Retuculitermes lucifugus, per il pronoto subrettangolare. La termite dal collo giallo vive in colonie poco numerose, di solito 400-500 individui (al massimo 1000-2000), formate da una coppia di reali e una casta di soldati presenti in numero costante e ridotto (1 ogni 20-40 individui). Non esistono gli operai, per cui sono le forme giovanili che si occupano delle operazioni di scavo del nido, della elaborazione delle sostanze che contengono cellulosa e dell’alimentazione delle covate. La sciammatura si svolge da luglio a ottobre. Gli alati volano poco e abitualmente fondano la colonia nelle ferite degli alberi, nel tronco e nei rami, spesso causate, in città, da urti di autovetture. Queste termiti attaccano il legno morto di diverse latifoglie: platano, gelso, olmo, quercia, robinia, noce e di alcuni alberi da frutto (olivo, fico, vite). Più raramente l’attacco è rivolto al legno in opera. In ogni caso il nido è sempre collocato nel legno stesso in superficie, al di fuori del terreno (termite del legno asciutto). L’insetto è diffuso soprattutto nel meridione d’Italia, con colonie che risalgono le coste fino alla Liguria e all’Istria.

La termite nera, Reticulitermes lucifugus

Gli alati di questa termite sotterranea sono uniformemente nerastri e leggermente più piccoli di quelli della specie precedente (9-11 mm). I soldati, di color giallastro, sono muniti di un capo robusto dotato di mandibole molto sviluppate; si distinguono da Kalotermes flavicollis per il pronoto a forma di trapezio rovesciato e non rettangolare. Gli operai sono simili ai soldati ma presentano il capo rotondeggiante. Ogni colonia è costituita anche da centinaia di migliaia di individui comprendenti operai, soldati e molti reali di complemento. Infatti, nonostante la sciamatura avvenga nei mesi di giugno-luglio, e limitatamente possa proseguire per tutto l’anno, sembra che i reali veri non siano presenti. Si suppone che nella maggioranza dei casi gli adulti sciamanti non siano in grado di fondare nuove colonie, in quanto avrebbero perso la capacità di sopravvivere alle condizioni ambientali esterne. Le infestazioni si diffondono per propaggine partendo dal terreno. Questa specie può costruire dei cammini protetti aerei (cannelli o camini), ottenuti impastando terra e saliva, per raggiungere nuovi ambienti ove costruire colonie oppure utilizzare materiali di cellulosa (termite del legno umido). I cannelli, lunghi anche diversi metri hanno l’aspetto di cordoncini terrosi e corrono da pavimento a soffitto sulle pareti, spingendosi verso l’alto. Qualche volta pendono verso il basso come piccole stalagmiti.

I substrati attaccati sono le ceppaie delle piante e il legno morto, compreso quello dei pali di sostegno dei vigneti e dei frutteti. In città gli insetti causano gravi danni alle travature in legno di solai, tetti, infissi di vecchi edifici, fino ai piani superiori. Infestano anche biblioteche, archivi, chiese, traversine ferroviarie, e non sono rari i casi di crolli dovuti al cedimento strutturale improvviso di grosse travi, apparentemente sane all’esterno, ma completamente svuotate. Occasionalmente vengono attaccate linee elettriche sotterranee con conseguenti corti circuiti. L’insetto è diffuso in tutta la penisola in ambienti non troppo freddi. Molto comune nell’Italia meridionale e nelle isole, nel nord è presente in Toscana, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia-Giulia.

LE TERMITI SOTTERRANEE:

UN NEMICO INVISIBILE DA AFFRONTARE CON IL SISTEMA SENTRI*TECH

TERMITI SOTTERRANEE: CONOSCERLE PER CONTRASTARLE

R lucifugus prolifera in ambienti caratterizzati da temperature alte e da elevata percentuale di umidità, dovuta spesso ad infiltrazioni di acqua piovana o a fenomeni di condensa, soprattutto in ambienti con forti escursioni termiche giornaliere e stagionali. La scarsa aerazione contribuisce a creare le condizioni ideali per la sopravvivenza delle termiti sotterranee, mentre una illuminazione ridotta o assente ne agevola l'insediamento. L'attività di ricerca del cibo è continua e porta le termiti a muoversi lungo o all'interno delle strutture per accedere alle parti legnose degli edifici, sfruttando tutti gli spazi già disponibili nell'ambiente colonizzato, come anfratti nelle fondamenta, pareti dei vuoti sanitari, canalizzazioni elettriche, linee telefoniche, interstizi presenti nelle murature o nelle pavimentazioni.Questa notevole capacità di spostamento e di espansione, tipica di R. lucifugus, rende difficoltosa la difesa degli edifici dalle sue infestazioni o la bonifica degli stessi, con i tradizionali metodi di intervento. Contrastarne gli attacchi è infatti complesso non solo nel caso di stabili dal singolare pregio architettonico, ma anche in quello delle ordinarie strutture abitative, dove alto risulta comunque l'impatto economico dovuto alla sostituzione dei materiali alterati ed ai tentativi di lotta con prodotti chimici.

L'intervento antitermitico non dovrebbe mai prescindere da un'efficace opera di risanamento degli ambienti umidi, mediante svariate tecniche preventive, per abbattere il rischio di reinfestazioni: aerando con continuità i locali per ridurre gli effetti dell'escursione termica; applicando opere di coibentazione; liberando travi portanti dalle murature mediante la creazione di nicchie più larghe della sezione del trave.Per quanto riguarda i mezzi curativi, le metodiche di lotta tradizionalmente impiegate sono basate su trattamenti superficiali o sulla creazione di barriere chimiche a base di prodotti neurotossici, iniettati nel terreno o alla base dei muri con lo scopo di bloccare tutti i punti di accesso all'edificio da proteggere.Questi interventi si rivelano però inadeguati e non risolutivi: i trattamenti superficiali possono fornire solo risultati limitati e momentanei; l'impiego di insetticidi liquidi intorno all'edificio da proteggere non sempre assicura la formazione di barriere continue e comporta il rilascio nel suolo di grandi quantità di prodotti chimici, persistenti e talora molto tossici. Il risultato ottenibile consiste quindi in un temporaneo spostamento della colonia termitica, disturbata ma non realmente raggiunta e sterminata.

TERMITI SOTTERRANEE: UNA SOLUZIONE OGGI C'E'................

Un approccio diverso è quello che impiega prodotti a base di Regolatori della Crescita, come gli antichitinizzanti, che sono attivi a concentrazioni bassissime e vantano un profilo tossicologico estremamente favorevole. Questa strategia di intervento prevede l'impiego di esche alimentari sigillate che consentono di colpire in modo mirato la popolazione di termiti, evitando di disperdere nell'ambiente dosi massicce di prodotti chimici: l'utilizzo delle esche attive permette infatti di confinare l'impiego del Principio Attivo in aree molto piccole e del tutto circoscritte, visitate spontaneamente dalle termiti.

L'intervento è decisamente "non invasivo": l'applicazione delle esche non determina alterazioni delle strutture, poichè non interferisce nè sull'architettura, nè sul normale utilizzo degli spazi in cui si sta realizzando il trattamento. Non occorre infatti produrre aperture o ampi fori nei muri, nelle pareti o nelle fondazioni , come è invece richiesto dalle tradizionali barriere chimiche, e tanto meno evacuare gli ambienti durante la somministrazione del prodotto. L'impiego dei Regolatori di Crescita offre quindi innumerevoli vantaggi, ma soprattutto rappresenta la prima vera soluzione al problema delle infestazioni da termiti. Contrariamente ai metodi tradizionali di lotta, che non sono altro che un palliativo, limitandosi ad una azione contenitiva delle popolazioni termitica circoscritta nel tempo e nello spazio, questa innovativa strategia di intervento permette invece di colpire il cuore stresso del problema.

IL SENTRI * TECH

Questo approccio rivoluzionario è offerto dal Sistema SENTRI*TECH che prevede l'utilizzo di esche alimentari a base di Esaflumuron, contenute in apposite stazioni sigillate.L'Esaflumuron ha effetto chitino-inibitore, agisce cioè interrompendo il processo della muta, poichè blocca la biosintesi o la deposizione della chitina, principale componente dell'esoscheletro degli insetti. Nella termite in muta la nuova cuticola quindi non può più formarsi e l'insetti muore per disidratazione.L'Esaflumuron è attivo solo sugli organismi che sintetizzano la chitina e non ha alcun effetto sull'uomo, sugli animali domestici e sugli altri vertebrati. Nel Sistema SENTRI*TECH esso è disperso in una matrice cellulosica inerte, formulata in modo da risultare altamente appetibile per le termiti. L'Esaflumuron non agisce solo sulle termiti che raggiungono l'esca e vi si nutrono direttamente, ma su tutti gli individui della colonia. Il Sistema SENTRI *TECH sfrutta infatti il meccanismo d'azione dei Regolatori di Crescita ad effetto lento e le caratteristiche biologiche e comportamentali della specie bersaglio:

* il prodotto agisce sulle termiti solo quando queste raggiungono il momento della muta. Gli operai quindi non muoiono all'interno delle esche ma hanno tutto il tempo di tornare al nido per nutrire i conspecifici;

* il comportamento sociale delle termiti permette di somministrare quantità minime ma efficaci di Esaflumuron all'intera popolazione: la continua attività di esplorazione nel territorio colonizzato e nei dintorni alla ricerca di cibo è propria degli operai che, in breve tempo, si imbattono nelle esche e le interpretano come nuove fonti alimentari, cominciando a nutrirsi al loro interno. Per comunicare alla colonia la disponibilità di cibo, essi impregnano le esche di sostanze feromoniche e rilasciano feromoni traccia che identificano il percorso per raggiungerlo. Con l'alimento ingerito all'interno delle esche gli operai nutrono, per trofallassi, gli appartenenti alle altre caste: in questo modo l'azione dell'Esaflumuron si diffonde nella colonia ed arriva a quella parte di popolazione altrimenti irraggiungibile con i metodi tradizionali di lotta. La diffusione dell'Esaflumuron è quindi mirata ed estremamente efficace, essendo affidata alle termiti stesse che, loro malgrado, si fanno carico di veicolarlo all'interno della colonia, collaborando di fatto alla propria distribuzione. Il controllo della colonia si ottiene instaurando e mantenendo in modo continuativo nel tempo il contatto diretto tra le stazioni di rilascio dell'Esaflumuron e la colonia termitica.L'impianto ambientale del Sistema SENTRI*TECH è bassissimo: infatti l'Esaflumuron è utilizzato in misura estremamente limitata (in media alcuni milligrammi per siti di centinaia di mq di superficie) e viene totalmente metabolizzato dalle termiti stesse, per cui non esiste il rischio di residui che persistano nei luoghi trattati.

Questa tecnologia consente quindi di ridurre in modo estremamente significativo l'introduzione nell'ambiente di insetticidi.Inoltre, SENTRI*TECH si propone come una tecnologia non invasiva: a differenza dei tradizionali metodi di lotta, rappresenta un sistema "chiuso", non comporta rischi di alcun genere nei confronti dell'ambiente in cui viene applicato e non provoca danni strutturali che andrebbero ad aggiungersi a quelli già causati dalle termiti. L'applicazione del Sistema SENTRI*TECH contempla l'impiego di strumenti e tecniche specifiche per stabilire il contatto con le colonie e per l'analisi dell'evoluzione delle popolazioni termitiche che traggono nutrimento dall'esca. Per ottenere il controllo delle colonie termitiche nell'area in esame, vengono usati materiali secondo la quantità necessaria a contattare in più punti possibili la popolazione infestante, in rapporto alle dimensioni dell'infestazione e alle caratteristiche del sito.

Il funzionamento del Sistema SENTRI*TECH si articola in tre fasi:

Monitoraggio e connessione con la colonia

fine: identificare la presenza di termiti, localizzare gli attacchi ed entrare in contatto con la colonia per verificare l'attività di foraggiamento e permettere la successiva fase di intossicazione.

mezzo: utilizzare stazioni di controllo facilmente ispezionabili. Le stazioni sono posizionate seguendo particolari raccomandazioni tecniche e tenendo conto dell'attività e del comportamento biologico delle termiti. Si impiegano stazioni per l'applicazione sotto-suolo, per operare intorno agli edifici o nei giardini, o per l'applicazione soprasuolo, per intervenire in interni ed in superfici verticali.

Rilevare in ogni struttura tutti i punti di attività termitica rappresenta un presupposto fondamentale per la riuscita del Sistema SENTRI*TECH.

Le stazioni contengono contengono dispositivi di monitoraggio lignei o cartacei e vengono ispezionate periodicamente in funzione dell'ambiente in cui si opera, valutando i parametri strutturali, pedologici (ambientali), le condizioni termo-igrometriche (temperatura-umidità) e l'evoluzione stagionale. Appena si verifica la colonizzazione delle stazioni da parte delle termiti si avvia la fase di intossicazione.

Trattamento tramite il rilascio di Esaflumuron

fine: diffondere l'Esaflumuron nella colonia termitica, servendosi dell'inconsapevole collaborazione della casta oparaia.

mezzo: rilasciare l'Esaflumuron sotto forma di esche alimentari a disposizione delle termiti nelle stazioni da esse colonizzate.

I dispositivi di monitoraggio vengono rimossi e al loro posto vengono posizionati i dispositivi contenenti la matrice cartacea impregnata con l'Esaflumuron.

* Le esche vengono tenute sotto controllo e la disponibilità di cibo, costituito dalla matrice cellulosica, viene mantenuta elevata per impedire l'abbandono delle stazioni da parte delle termiti.

* La metodologia d'intervento viene costantemente adattata sulla base delle particolarità del sito e delle caratteristiche della colonia termitica.

* Il controllo della colonia si constata rilevando il declino progressivo e la scomparsa dell'attività termitica all'interno delle stazioni: quando non vi si riscontrano più nè consumi nè tracce di presenza, le esche vengono rimosse e al loro posto sono ripristinati i dispositivi di monitoraggio.

Sorveglianza e monitoraggio post-trattamento

fine: assicurare un periodo di sorveglianza nella zona trattata

mezzo: ispezionare periodicamente le stazioni di monitoraggio ed i "punti a rischio" favorevoli alla proliferazione delle termiti.

A controllo avvenuto, le stazioni contenenti nuovamente i dispositivi di monitoraggio vengono mantenute operative per un ulteriore periodo di osservazione a fini protettivi e preventivi.

Il Sistema SENTRI*TECH rappresenta quindi una strategia di lotta alle termiti completamente innovativa, che all'intervento chimico tampone non risolutivo dei metodi tradizionali contrappone il concetto nuovo di un "servizio" professionalmente qualificato, volto al controllo del problema esistente.