Stegobium paniceum

ANOBIO DEL PANE

Gli Anobidi sono coleotteri dal corpo generalmente piccolo e cilindrico, con  testa ricoperta da un lobo anteriore del protorace. Le antenne sono pettinate o dentate e i tarsi composti di cinque articoli. Comprendono specie molto nocive. Le larve, comunemente denominate tarli (con quelle di altre famiglie), perforano il legno dei manufatti scegliendo di preferenza quello piuttosto tenero di conifere, pioppi, betulle e altre piante simili. Quando non vengono disturbate nella loro attività, causano danni e sono in gran parte responsabili del deterioramento nei lavori di intarsio e nei mobili antichi. Alcune specie hanno gusti differenti, come la Sitodrepa panicea, che si attacca alle piante secche, causando danni nelle collezioni botaniche, e lo Stegobium paniceum, il quale, sia allo stadio larvale sia allo stadio adulto, dimostra una netta predilezione per il frumento e per tutte le materie fatte con la farina (pane, pasta, biscotti, ecc.). Provviste di sei zampe, le larve degli anobidi scavano gallerie profonde nel legno risparmiando le parti in superficie. La notte, nel silenzio, è facile udirle lavorare mentre compiono la loro opera di distruzione in qualche vecchio armadio o nelle gambe dei tavolini e delle seggiole, di cui a poco a poco riducono in polvere la parte interna. In maggio o un pò più tardi sono adulte, secondo la specie a cui appartengono. Allora si preparano uno spazioso giaciglio e si incrisalidano. Qualche settimana più tardi diventano insetti perfetti, riprendono l'opera interrotta dalla larva ed escono all'aperto passando attraverso un foro circolare. Questi buchi, adoperati più tardi dalle larve successive per espellere la tarlatura del legno, svelano con l'andar del tempo la presenza del tarlo in un mobile, in qualche assicella o nel davanzale di una finestra di una casa antica: ma allora l'oggetto intaccato è guasto per sempre e poco rimane da fare per preservarlo da una completa rovina. L'insetto perfetto si libra a volo nell'aria durante il mese di giugno in cui hanno gli accoppiamenti. In caso di pericolo ha l'abitudine di "fare il morto" ripiegando le zampe lungo il corpo.