ARVICOLA  

Al genere Microtus e al genere affine Arvicola appartengono alcune specie di roditori per lo più piccoli, molto simili tra loro, comunemente chiamati 'arvicole'. Nell'aspetto esterno si distinguono dai topi soprattutto per il corpo tozzo e massiccio, per la testa grossa, per le orecchie nascoste completamente oppure poco sporgenti dal pelo e infine per la coda breve, la quale raggiunge tutt'al più i due terzi della lunghezza del corpo, ma di solito è più corta. Altri caratteri che li distinguono sono la dentatura e lo scheletro. Tra le più interessanti possiamo trovare: l'arvicola campestre e l'arvicola del Savi.

Arvicola Campestre (Microtus arvalis)

L'arvicola campestre presenta forme abbastanza caratteristiche. E lunga complessivamente circa 14 centimetri, compresi i 3-4 della coda. Il pelame è bicolore: grigio/giallognolo superiormente, si rischiara alquanto sui fianchi, mentre la parte inferiore del corpo è bianco/ruggine sporco. l piedi sono bianchi. Vive preferibilmente nei campi e nelle praterie, più raramente ai margini delle foreste e nelle radure interne dei boschi. Allestisce le sue tane negli spazi asciutti oppure scava numerose gallerie poco profonde, dotate di 4-6 buche d'accesso, collegate all'esterno da piccoli sentieri scavati nel terreno. Nella stagione autunnale si nasconde sotto i mucchi di cereali, oppure penetra in case, granai, stalle, cantine. Durante i mesi invernali scava lunghe gallerie sotto la neve e, se possibile, fa provvista di cibo, soprattutto di granaglie e altri semi. Nei periodi di carestia emigra nei campi vicini e talora da una regione all'altra, formando schiere numerosissime e valicando montagne e fiumi. Corre bene, nuota a meraviglia però si arrampica di rado e male. E' soprattutto una provetta scavatrice, dimostrandosi più rapida d'ogni altro suo affine ed è veramente instancabile nella costruzione delle gallerie. Non rimane chiusa nel covo neppure durante i giorni più afosi dell'estate pur preferendo compiere le sue escursioni nelle ore del mattino e della sera. Il caldo e la siccità sono condizioni ambientali indispensabili per questo roditore, mentre l'umidità prolungata lo uccide. Il suo cibo si compone praticamente di tutte le sostanze vegetali disponibili. Quando il frumento è vicino alla maturazione, l'arvicola campestre si raduna nei campi in schiere numerose e, dopo aver roso gli steli sino a farli cadere a terra, stacca le spighe e le trasporta nella sua dimora. Nel cuore dell'inverno va soggetto a un letargo interrotto: appena la temperatura si fa più mite, si sveglia e mangia una parte delle sue provviste. È un animale assai vorace e per saziarsi ha bisogno di grossi quantitativi di cibo. Da notare, inoltre, che non può fare a meno dell'acqua. Di abitudini molto socievoli, vive quasi sempre in coppia e si moltiplica con un ritmo eccezionale.

Arvicola del Savi (Microtus sa VI)

L'arvicola del Savi dalla caratteristica forma tozza, è lunga complessivamente circa 7-10 centimetri, compresi i 2-3 della coda. Il colore della pelliccia, che risulta essere soffice e morbida, è di colore bruno scuro tendente al grigiastro nella zona ventrale. Gli occhi e le orecchie, nascoste dal pelame, sono piccoli e i piedi sono dotati di unghie particolarmente robuste e adatte allo scavo. L'arvicola del Savi è distribuita massicciamente su tutto il territorio italiano ad esclusione della Sardegna. Allestisce le sue tane scavando numerose gallerie poco profonde, dove vive e si riproduce. La specie è assai prolifica, una femmina in un anno può partorire fino a 20 piccoli. Dalle gallerie esce di notte per andare alla ricerca di cibo; esclusivamente vegetariana, l'arvicola del Savi si nutre di semi, pianticelle, radici, rape, patate e provoca seri danni praticando delle decorticazioni anulari al colletto della parte sotterranea di tronchi di fruttiferi.

Arvicole & Topi Campagnoli

Sono animali non protetti e perciò il disinfestatore può intervenire con topicidi. Spesso, soprattutto in autunno-inverno le arvicole e il topo selvatico entrano nelle abitazioni per cercare riparo e cibo; è capitato, in aziende che lavorano gli ortaggi, di riscontrare problemi legati alla presenza di questi "parassiti" campagnoli. Le richieste di intervento, inoltre, possono giungere per problemi legati al mondo prettamente agricolo: danneggiamento di piante fruttifere, carciofaie, ecc.

Controllo e intervento del disinfestatore. Diverse le metodiche di intervento, a seconda del luogo in cui bisogna intervenire. Pieno campo (frutteto, carciofaia, ecc.). Tralasciando i mezzi meccanici/agronomici l'unico metodo valido, sperimentato dal Prof. Santini (Dipartimento di coltivazione e difesa delle specie legnose -Sezione di entomologia agraria Università di Pisa) , è la distribuzione direttamente nei fori di entrata delle gallerie di un topicida, formulato in frumento. Si consiglia di utilizzare prodotti commerciali a base di Clorofacinone o Diphetialone, in considerazione della scarsa tossicità e ridotto impatto ambientale.

In interni risulta sicuramente poco agevole il controllo delle arvicole perchè di gusti alimentari abbastanza difficili. Di contro, il Topo di campagna ha gusti simili al topo domestico (Mus musculus) e quindi più facilmente adescabile. La cattura con trappole è sicuramente più agevole ed efficace per entrambi i parassiti.