NUTRIA

Nutria (Myocastor coypus)

 

Roditore appartenente alla famiglia dei Capromidi è anche conosciuto con il nome di castorino, castoro di palude o miopotamo e coypu. La nutria generalmente è lunga 40-60 cm; la coda, lunga 30-40 cm, è coperta di squame. Arti corti, con i posteriori leggermente più lunghi degli anteriori muniti tutti di cinque dita palmate. Il pelo, fitto e morbido, è bruno castano sul dorso, grigio scuro sul ventre. Orecchie corte, tonde e lunghi baffi. I suoi 4 incisivi prominenti sono di un incredibile colore rosso-arancio. Non c'è grossa differenza fra i due sessi ma il maschio è più grosso (8 kg) e più forte e il pelo appare più ruvido. Le femmine pesano circa 6,5 kg. Hanno ghiandole mammarie in posizione dorso-laterale, probabilmente perchè in questo modo i piccoli possono nutrirsi mentre la madre nuota. Le nutrie sono sessualmente mature a 4-8 mesi. Si riproducono in ogni periodo dell'anno. Hanno un periodo di gestazione di 130 giorni circa e quindi hanno una media di 2 o 3 figliate all'anno. Hanno una media di 5 piccoli che possono andare da 1 a 8 per volta. Alla nascita sono pelosi e possono già andare in giro dopo pochi giorni. Vengono svezzati a 5-8 settimane, e possono accoppiarsi già a 4-6 mesi di vita. Le nutrie sono generalmente erbivore, vivono di piante grasse, giunchi, semi, radici di piante acquatiche. Si possono alimentare di una varietà di colture: riso, sorgo, carote, patate dolci, barbabietole, piselli, cavoli ecc. L'unica cosa che non mangiano sono le patate bianche. Mangiano circa 1-1 ,5 kg al giorno (cioè alla notte) per animale. Si nutrono infatti nelle ore nottune sebbene possano saltuariamente cibarsi di giorno, soprattutto in inverno. Non immagazzinano il cibo. Le tane vengono costruite vicino al livello dell'acqua. Normalmente non si allontanano dalla tana più di 300-400 m, anche se sono state registrate distanze fino a 82 km! Rimangono nello stesso luogo fino a che cibo e acqua rimangono abbondanti. La loro vista e il loro olfatto è scarso mentre hanno un eccellente udito. Sono animali docili. Possono rimanere immersi anche per 14 minuti. Inizialmente la presenza a basse densità d questa specie è stata da alcuni benevolmente valutata in funzione delle sue capacità di controllo della vegetazione acquatica. D'altronde recenti ricerche epidemiologiche compiute in zone umide ferraresi e bolognesi mostrano che la maggior parte delle nutrie sono positive a sierotipi di Leptospira e rappresentano quindi un serbatoio di diffusione della leptospirosi, una grave malattia infettiva molto contagiosa per l'uomo.

Animale protetto nonostante non sia endemico del nostro territorio, ad oggi ha praticamente invaso tutte le zone acquitrinose italiane provocando non pochi problemi alla fauna; la predazione di uova di gallinella d'acqua (Gallinula chloropus) è stata accertata nel parco del Ticino (Gariboldi1993) ed è stata ipotizzata anche per le uova di germano reale in alcune zone umide del bolognese.Tuttavia, più che per la predazione di uova, la nutria sembra avere un impatto notevolmente negativo sulle comunità di uccelli acquatici a causa dell'involontaria distruzione dei nidi galleggianti oppure costruiti ai bordi dei canneti e dell'eccessivo impatto sulla vegetazione (scavo, pascolamento, brucatura, scortecciamento) che comporta la riduzione e la scomparsa di microambienti utilizzati come aree di rifugio, alimentazione e nidificazione da numerosi uccelli.

Controllo e intervento del disinfestatore

In considerazione del rischio sanitario legato alla nutria, dell'impatto negativo sull'avifauna acquatica nidificante a terra e in particolare sui nidi galleggianti, e del rischio idraulico provocato dallo scavo delle tane negli argini, risulta evidente che la presenza di questa specie alloctona non può essere tollerata e deve essere fortemente ridotta e, se possibile, eradicata mediante piani di controllo attuati con trappolaggi e abbatti menti autorizzati.Gli inverni rigidi possono ridurre il numero di questi mammiferi e non si sa se siano preda di altri animali. Inoltre sembra che siano soggette a setticemia emorragica, a tifo e a uno svariato numero di parassiti interni. Come attività il disinfestatore, può prosciugare l'acqua (nei limiti del possibile naturalmente) e rimuovere la vegetazione inutile per diminuire l'attrattiva delle nutrie per un particolare luogo.