TOPO CAMPAGNOLO

Topo Campagnolo (Apodemus sylvaticus)

 

Roditore della famiglia muridi, lungo circa 8-11 cm, più 7-11 di coda. Di colore superiormente bruno o fulvo e inferiormente bianchiccio, si nutre delle sostanze più varie e si rende molesto arrecando danni nelle abitazioni di campagna. Il topo campagnolo o topo selvatico (Apodemus sylvaticus), analogamente a qualche specie ad esso affine, possiede quasi tutte le qualità proprie del topolino delle case di cui ha anche all'incirca le dimensioni, misurando una decina di centimetri, più altrettanti di coda. Presenta occhi relativamente grandi e sporgenti, orecchie grandi, arti anteriori più brevi dei posteriori. Il colore della pelliccia è alquanto variabile nelle diverse razze, dal bruno/rossastro al fulvo/grigiastro; le parti inferiori sono biancastre o crema, con parti basali dei peli color ardesia. Non ha vista molto acuta e nella vita libera si nutre di insetti, vermi, uccellini e anche frutta, noccioli di ciliegie, noci, ghiande, fagioli; in caso di bisogno non disdegna neppure la corteccia degli arboscelli più giovani. Fa scorte per l'inverno, ma non è soggetto al letargo, limitandosi, nelle giornate più rigide, a starsene rintanato. Questo roditore si rende assai molesto infatti penetra spesso nelle case di campagna arrecando danni di ogni genere. Il topo campagnolo partorisce due o tre volte l'anno e ogni volta dà alla luce quattro, sei e anche otto piccoli che  nascono nudi, si sviluppano lentamente e solo nel secondo anno di vita acquistano il leggiadro abito giallo/rossiccio dei genitori.

Arvicole & Topi Campagnoli

Sono animali non protetti e perciò il disinfestatore può intervenire con topicidi. Spesso, soprattutto in autunno-inverno le arvicole e il topo selvatico entrano nelle abitazioni per cercare riparo e cibo; è capitato, in aziende che lavorano gli ortaggi, di riscontrare problemi legati alla presenza di questi "parassiti" campagnoli. Le richieste di intervento, inoltre, possono giungere per problemi legati al mondo prettamente agricolo: danneggiamento di piante fruttifere, carciofaie, ecc.

Controllo e intervento del disinfestatore.

Diverse le metodiche di intervento, a seconda del luogo in cui bisogna intervenire. Pieno campo (frutteto, carciofaia, ecc.). Tralasciando i mezzi meccanici/agronomici l'unico metodo valido, sperimentato dal Prof. Santini (Dipartiamento di coltivazione e difesa delle specie legnose -Sezione di entomologia agraria Università di Pisa) , è la distribuzione direttamente nei fori di entrata delle gallerie di un topicida, formulato in frumento. Si consiglia di utilizzare prodotti commerciali a base di Clorofacinone o Diphetialone, in considerazione della scarsa tossicità e ridotto impatto ambientale.

In interni risulta sicuramente poco agevole il controllo delle arvicole perchè di gusti alimentari abbastanza difficili. Di contro, il Topo di campagna ha gusti simili al topo domestico (Mus musculus) e quindi più facilmente adescabile. La cattura con trappole è sicuramente più agevole ed efficace per entrambi i parassiti.