PICCIONE

PICCIONE O COLOMBO DI CITTA’
(COLUMMBIA LIVIA VAR. DOMESTICA)

 

BIOLOGIA/ MORFOLOGIA:

Da sempre i piccioni vengono allevati per il consumo delle loro carni, per il concime prodotto dai loro escrementi ed in epoche lontane venivano addirittura “munti”. La carne di piccione è nota per il sapore delicato, in alcune vecchie abitazioni esistono ancora le torri colombaie, dove nidificavano i piccioni e dove avi prelevavano gli individui più giovani. Ad Orvieto si trovano delle bellissime grotte che in passato venivano utilizzate a questo scopo. Nel Medioevo, durante gli assedi, i piccioni venivano liberati affinché, oltrepassate le mura assediate, si recassero nei campi a mangiare; tornati in colombaia, venivano “munti”, ossia si spremeva loro delicatamente il gozzo per prelevare ciò che avevano mangiato, e con il ricavato venivano preparate delle focacce. Con il sopraggiungere del benessere, l’allevamento dei piccioni ha perso la sua funzione ed è stata liberata una moltitudine di piccioni domestici che unendosi ai piccioni selvatici (Columbia livia) ne ha imbastardito le popolazioni.

Habitat: E’ una specie stanziale presente in ogni agglomerato urbano.

Morfologia: Lungo circa 30 cm con un peso medio di circa 300 gr. La livrea è variabile grazie agli ibridamenti tra varie popolazioni. Hanno visione a colori. La vita media è di circa 6 anni.

Riproduzione: Monogami per la vita, le femmine normalmente depongono 1-2 uova in un nido composto, in genere, da rametti, pagliuzze, piume ed escrementi delle covate precedenti, ed è costruito sugli edifici, entro ogni possibile anfratto. I pulcini, non autosufficienti, nascono dopo un’incubazione di 17  giorni. Si possono avere anche due covate per anno.

Alimentazione: Si nutrono praticamente di tutto ciò che è commestibile. Nelle aree urbane il cibo può comprendere rifiuti, pezzi di vegetali ed insetti.

Legislazione: Non esiste una legge chiara che regolamenti la gestione di questo parassita. Unica eccezione è una sentenza istruttoria del Pretore di Cremona del gennaio 1988 che ha "declassato" i piccioni ad animali randagi. Questa istruttoria, logicamente, è stata accolta con entusiasmo dal nostro settore. Pertanto il suddetto volatile non rientra più tra le specie selvatiche e quindi non è più un bene indisponibile dello Stato. Attualmente i piccioni vengono contemplati dalla modifica del  Codice Penale art. 727.

Il problema dei volatili molesti coinvolge sempre più persone.

La distruzione degli habitat naturali e la nostra ingerenza diretta sulle popolazioni di volatili hanno portato allo sviluppo di numerose colonie di volatili che utilizzano le nostre città come moderne “foreste”. In un’epoca in cui si parla con grande enfasi della conservazione e protezione delle specie volatili e in cui milioni di persone concorrono ad alimentare ed aiutare “i nostri amici pennuti “, è difficile rendersi conto che alcuni di essi, ospiti delle nostre città, possono legittimamente essere definiti “pericolosi parassiti”.

Tra i volatili sinantropici che in Italia possono causare problemi alla salute pubblica troviamo: piccioni, tortore, stoni, corvidi, gabbiani, passeri. Nell’analisi del problema dobbiamo comunque considerare gli aspetti positivi e quelli negativi della presenza di questi uccelli.

Aspetti positivi.

Questi volatili sono, in molte piazze e parchi italiani, un particolare fondamentale per il panorama (cosa sarebbe Piazza San Marco senza piccioni?); inoltre per molti rappresentano un modo per passere il tempo e dare affetto a qualcuno (pensiamo ai tanti pensionati che passano ore a dar da mangiare ai “loro” piccioni). Un altro aspetto al quale non pensiamo mai è quello che definiamo “microsismo”: dobbiamo ricordarci che esagerare con la pulizia e la disinfezione non ci fa produrre anticorpi e se dovessimo venire a contatto con batteri e virus il nostro fisico non sarebbe pronto a combatterli.

Aspetti negativi.

In ambiente urbano, gli aspetti negativi sono:zoonosi, fecalizzazione ambientali, danni ai fabbricati o monumenti, rumore, cause di incidenti, depredazione dei depositi. In ambiente rurale: danni ai raccolti, depredazione dei granai e dei depositi, trasmissione di malattie. Ben lontani dal voler entrare nel merito di ogni aspetto sia positivo che negativo, non ci resta che analizzare il problema per cercare di contenere l’invadenza di questi soggetti nelle zone di nostro “interesse”. Tra i volatili il piccione è quello che crea maggiori preoccupazioni nell’ambiente urbano, sebbene ogni considerazione valida per questa specie si possa applicare a molte altre razze  che popolano le nostre città. I volatili sinantropici, come già accennato, sono portatori, direttamente o indirettamente, di circa 60 malattie, lacune delle quali mortali, contagiose per l’uomo e gli animali domestici.

CRIPTOCOCCOSI

Tra le più pericolose ricordiamo: solitamente l’infezione parte dai polmoni e di diffonde attraverso il sistema circolatorio in tutte le parti del corpo. Le infezioni dell’encefalo e delle meningi, soprattutto nei bambini, causano quasi sempre la morte.

ISTOPLASMOSI

Può presentarsi come un’infezione cronica, localizzata o diffusa, del sistema immunitario. Clinicamente può essere confusa con altre malattie, tra le quali la tubercolosi, la maggior parte delle infezioni regredisce spontaneamente, ma i casi fulminanti sono mortali.

ORNITOSI

Questa malattia presenta i caratteri di una setticemia infettiva  e di una polmonite atipica; la trasmissione della malattia avviene per via aerea, respirando polvere di sterco di colombo. L’esito è mortale per le forme polmonari.

SALMONELLOSI

Esistono centinaia di tipi di Salmonella, tra queste la Salmonella Typhi, che causa febbre tifoide, e moltissime altre responsabili e innumerevoli gastro-enteriti e setticemie.

Le malattie sopra elencate e sommariamente descritte sono le più pericolose, e i loro agenti patogeni si trovano negli escrementi dei piccioni. Spesso non è necessario il contatto diretto: il vento, i ventilatori possono trasportare la polvere infetta delle deiezioni secche negli appartamenti, nei ristoranti, negli uffici, negli ospedali, nelle scuole, ecc.. contaminando ed innescando i processi infettivi. Oltre alle malattie, questi particolari vettori trasportano anche parassiti come: zecche, molli, pulci, pidocchi e acari. Questi Artropodi, a differenza dei virus, dei batteri, ecc., entrano molto facilmente nelle nostre case causando seri problemi. Tra questi parassiti i più pericolosi sono quelli appartenenti alla specie Argas reflexus (zecca molle) della famiglia degli Argasidae. E’ proprio il caso di affermare che questi simpatici volatili stanno bene ovunque ma non vicino alle nostre case e tanto meno dentro di esse. E’ pertanto ovvio ed urgente il controllo accurato delle colonie di piccioni in primo luogo dal punto di vista igienico e poi per la salvaguardia del patrimonio monumentale, ridotto per buona parte in condizioni disastrose per causa loro.

E’ indispensabile, dunque, conoscere questi parassiti

per poterli individuare e combattere