STORNO

STORNO (STUMUS VULLGARIS)

BIOLOGIA/ MORFOLOGIA:

In passato anche gli storni hanno avuto importanza culinaria, sebbene in tono minore rispetto ai piccioni. In un famoso libro di cucina, viene riportata una ricetta che utilizza "i passeretti, che in abbondanza cadono con un colpo di fucile" ed è logico supporre che si parli di storni. Negli ultimi anni si è riscontrato un incremento dei problemi causati da questi volatili dovuti ad una predilezione sempre crescente da parte degli storni per il nostro territorio nazionale e, contemporaneamente, un "problema" legislativo che di fatto ne ha impedito la caccia per alcuni anni. Inoltre considerando che le campagne italiane si stanno impoverendo di alberi, gli unici possibili alberi-dormitori sono disponibili in città!

Habitat: Presente in Toscana, Emilia Romagna, Piemonte. Lazio e Lombardia. Specie migratoria, sta diventando stanziale in alcune città italiane. Durante le migrazioni può interessare tutte le zone del Sud.

Morfologia: Lungo circa 20 cm con un peso medio di circa 100 gr. La livrea varia dal nero, lucente in estate, con macchie bianche in inverno e bruno nei giovani.

Riproduzione: Legame di coppia non particolarmente stretto le femmine normalmente depongono 5 -6 uova in un nido composto, in genere, da materiale vegetale: rametti, pagliuzze, piccole radici, che viene costruito indifferentemente sia nelle cavità degli alberi in campagna sia sotto le tegole in città. I pulcini, non autosufficienti, nascono dopo un'incubazione di 15 giorni.

Alimentazione: Si nutrono di insetti, vermi, semi e frutta: un vero onnivoro!

Legislazione: Come per il piccione, forse anche in misura maggiore, le legislazione che riguarda lo storno non fa altro che alimentare confusione. Lo storno è protetto dalla direttiva CEE 79/409. La Legge 157, invece, che regolamenta il settore della caccia, include lo storno tra le specie cacciabili. Quindi la Legge 157 di fatto va in contrasto con il recepimento della direttiva CEE 791409. In conclusione sono le regioni, sotto loro responsabilità, che dovranno includere o meno lo storno tra le specie cacciabili.

Il problema dei volatili molesti coinvolge sempre più persone.

La distruzione degli habitat naturali e la nostra ingerenza diretta sulle popolazioni di volatili hanno portato allo sviluppo di numerose colonie di volatili che utilizzano le nostre città come moderne “foreste”. In un’epoca in cui si parla con grande enfasi della conservazione e protezione delle specie volatili e in cui milioni di persone concorrono ad alimentare ed aiutare “i nostri amici pennuti “, è difficile rendersi conto che alcuni di essi, ospiti delle nostre città, possono legittimamente essere definiti “pericolosi parassiti”. Tra i volatili sinantropici che in Italia possono causare problemi alla salute pubblica troviamo: piccioni, tortore, stoni, corvidi, gabbiani, passeri. Nell’analisi del problema dobbiamo comunque considerare gli aspetti positivi e quelli negativi della presenza di questi uccelli.

Aspetti positivi.

Questi volatili sono, in molte piazze e parchi italiani, un particolare fondamentale per il panorama (cosa sarebbe Piazza San Marco senza piccioni?); inoltre per molti rappresentano un modo per passere il tempo e dare affetto a qualcuno (pensiamo ai tanti pensionati che passano ore a dar da mangiare ai “loro” piccioni). Un altro aspetto al quale non pensiamo mai è quello che definiamo “microsismo”: dobbiamo ricordarci che esagerare con la pulizia e la disinfezione non ci fa produrre anticorpi e se dovessimo venire a contatto con batteri e virus il nostro fisico non sarebbe pronto a combatterli.

Aspetti negativi.

In ambiente urbano, gli aspetti negativi sono:zoonosi, fecalizzazione ambientali, danni ai fabbricati o monumenti, rumore, cause di incidenti, depredazione dei depositi. In ambiente rurale: danni ai raccolti, depredazione dei granai e dei depositi, trasmissione di malattie. Ben lontani dal voler entrare nel merito di ogni aspetto sia positivo che negativo, non ci resta che analizzare il problema per cercare di contenere l’invadenza di questi soggetti nelle zone di nostro “interesse”. Tra i volatili il piccione è quello che crea maggiori preoccupazioni nell’ambiente urbano, sebbene ogni considerazione valida per questa specie si possa applicare a molte altre razze  che popolano le nostre città. I volatili sinantropici, come già accennato, sono portatori, direttamente o indirettamente, di circa 60 malattie, lacune delle quali mortali, contagiose per l’uomo e gli animali domestici.

CRIPTOCOCCOSI

Tra le più pericolose ricordiamo: solitamente l’infezione parte dai polmoni e di diffonde attraverso il sistema circolatorio in tutte le parti del corpo. Le infezioni dell’encefalo e delle meningi, soprattutto nei bambini, causano quasi sempre la morte.

ISTOPLASMOSI

Può presentarsi come un’infezione cronica, localizzata o diffusa, del sistema immunitario. Clinicamente può essere confusa con altre malattie, tra le quali la tubercolosi, la maggior parte delle infezioni regredisce spontaneamente, ma i casi fulminanti sono mortali.

ORNITOSI

Questa malattia presenta i caratteri di una setticemia infettiva  e di una polmonite atipica; la trasmissione della malattia avviene per via aerea, respirando polvere di sterco di colombo. L’esito è mortale per le forme polmonari.

SALMONELLOSI

Esistono centinaia di tipi di Salmonella, tra queste la Salmonella Typhi, che causa febbre tifoide, e moltissime altre responsabili e innumerevoli gastro-enteriti e setticemie.

Le malattie sopra elencate e sommariamente descritte sono le più pericolose, e i loro agenti patogeni si trovano negli escrementi dei piccioni. Spesso non è necessario il contatto diretto: il vento, i ventilatori possono trasportare la polvere infetta delle deiezioni secche negli appartamenti, nei ristoranti, negli uffici, negli ospedali, nelle scuole, ecc.. contaminando ed innescando i processi infettivi. Oltre alle malattie, questi particolari vettori trasportano anche parassiti come: zecche, molli, pulci, pidocchi e acari. Questi Artropodi, a differenza dei virus, dei batteri, ecc., entrano molto facilmente nelle nostre case causando seri problemi. Tra questi parassiti i più pericolosi sono quelli appartenenti alla specie Argas reflexus (zecca molle) della famiglia degli Argasidae. E’ proprio il caso di affermare che questi simpatici volatili stanno bene ovunque ma non vicino alle nostre case e tanto meno dentro di esse. E’ pertanto ovvio ed urgente il controllo accurato delle colonie di piccioni in primo luogo dal punto di vista igienico e poi per la salvaguardia del patrimonio monumentale, ridotto per buona parte in condizioni disastrose per causa loro.

E’ indispensabile, dunque, conoscere questi parassiti

per poterli individuare e combattere